I fiori blu

I fiori blu Il venticinque settembre milleduecentosessentaquattro sul far del giorno il Duca d Auge sal in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica La trov poco chiar

  • Title: I fiori blu
  • Author: Raymond Queneau Italo Calvino
  • ISBN: 9788806139841
  • Page: 351
  • Format: Paperback
  • Il venticinque settembre milleduecentosessentaquattro, sul far del giorno, il Duca d Auge sal in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica La trov poco chiara Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e l Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due poco distante un Gallo, forse Edueno, immergevaIl venticinque settembre milleduecentosessentaquattro, sul far del giorno, il Duca d Auge sal in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica La trov poco chiara Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e l Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due poco distante un Gallo, forse Edueno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente Si disegnavano all orizzonte le sagome sfatte di qualche diritto Romano, gran Saraceno, vecchio Franco, ignoto Vandalo I Normanni bevevan calvad sFantasmagoria linguistica costruita su sfolgoranti giochi di parole, calembours e citazioni erudite, I fiori blu la pi imprevedibile e pirotecnica opera di Raymond Queneau Appena presi a leggere il romanzo racconta Italo Calvino pensai subito intraducibile ma il libro cercava di coinvolgermi mi tirava per il lembo della giacca, mi chiedeva di non abbandonarlo alla sua sorte, e nello stesso tempo mi lanciava una sfida.

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      351 Raymond Queneau Italo Calvino
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      Posted by:Raymond Queneau Italo Calvino
      Published :2020-09-18T14:01:45+00:00

    About " Raymond Queneau Italo Calvino "

  • Raymond Queneau Italo Calvino

    Queneau was born in Le Havre in 1903 and went to Paris when he was 17 For some time he joined Andr Breton s Surrealist group, but after only a brief stint he dissociated himself Now, seeing Queneau s work in retrospect, it seems inevitable The Surrealists tried to achieve a sort of pure expression from the unconscious, without mediation of the author s self aware persona Queneau s texts, on the contrary, are quite deliberate products of the author s conscious mind, of his memory, his intentionality.Although Queneau s novels give an impression of enormous spontaneity, they were in fact painstakingly conceived in every small detail He even once remarked that he simply could not leave to hazard the task of determining the number of chapters of a book Talking about his first novel, Le Chiendent usually translated as The Bark Tree , he pointed out that it had 91 sections, because 91 was the sum of the first 13 numbers, and also the product of two numbers he was particularly fond of 7 and 13.

  • 628 Comments

  • Queneau’s novels and poetry have found their way into English and have been kept in print by a Reich of mostly American, and several British presses, among them Dalkey Archive, Atlas Press, NYRB Classics, Oneworld Classics, New Directions, Carcanet, Sun and Moon Press, University of Illinois Press, University of Nebraska Press, and Penguin Classics. There are (at last count) twenty books of Queneau’s work in English—a couple out-of-print or expensive—but largely all readily available for [...]


  • A tradurre un'opera del genere bisogna avere pazienza ed essere dei mostri. Dopotutto, Calvino sapeva il fatto suo.


  • “Once upon a time, I, Chuang Chou, dreamt I was a butterfly, fluttering hither and thither, to all intents and purposes a butterfly. I was conscious only of my happiness as a butterfly, unaware that I was Chou. Soon I awaked, and there I was, veritably myself again. Now I do not know whether I was then a man dreaming I was a butterfly, or whether I am now a butterfly, dreaming I am a man,” – Zhuangzi.The Blue Flowers are extensive exercises on the theme of this dream…“‘I often dream [...]


  • Unico.Irripetibile.Alla fine della sua lettura ho provato la stessa sensazione di quando mi sveglio, o credo che mi sveglio, e ho sognato, o credo di aver sognato, di dormire e di sognare.Va da sé che lo prenderò anche il lingua originale, la traduzione di Calvino é splendida e son curiosa di scoprire tutti gli escamotages messi in atto per rendere il senso della prosa di Queneau.Da leggere e rileggere, ed é una di quelle opere che mi é entrata nella testa e nel cuore.


  • Ed è solo l'Inconscio che ha preso coscienza di se stesso attraverso i sogni che può sbloccare la barca e guidarla attraverso il recupero dell'innocenza questa tra le tante è l'intepretazione finale al libro che più ho trovato appropriata tra le molteplici che sono state date a questo scritto surreale che vanta la traduzione di Italo Calvino, un lavoro impervio ma appassionante, come da lui stesso dichiarato, che è riuscito a trasporre non solo tutti i giochi di parole e i molteplici sottin [...]


  • I've been meaning to read more Queneau, but this mess of silly accents and bad puns (and single line asides in which a character kills 200 people) proves nearly unreadable to me. One of the back blurbs calls this "wacky", which should have been a warning sign right off. Set aside, not necessarily to resume.Later: felt humorless and undermotivated, read a bunch more, found myself still unable to work up the proper level of caring required to continue. Queneau seems to have some interesting formal [...]


  • "In Queneau anche le cose più calcolate hanno l'aria di essere buttate lì sbadatamente" (Calvino)Non è un libro semplice, I fiori blu. La lettura scorre che è un piacere, tra piccole e grandi assurdità sparpagliate qua e là, e giochi con la lingua che dimostrano la grandiosità sia dell'autore che del traduttore. Sì, perché questo è un libro che meriterebbe di essere letto anche solo per come è scritto, perché stordisce e rapisce già solo per un criterio "estetico" della lettura. [...]


  • L'irochese ironizzata si fa irosa od irritata. Eccomi dunque a dover scrivere un commento sul romanzo più onirico, pirotecnico, psicologico, folle, scoppiettante che io abbia letto negli ultimi anni:frutto inevitabile della traduzione di un genio (Calvino) sull'opera di un altro genio (Queneau). La storia può essere letta su di un'infinità di l (continua) Eccomi dunque a dover scrivere un commento sul romanzo più onirico, pirotecnico, psicologico, folle, scoppiettante che io abbia letto neg [...]


  • Il significato oltre il significanteL'opera letteraria di Raymond Queneau, che pure si sviluppa prevalentemente dopo il secondo conflitto mondiale, affonda prepotentemente le sue radici nel periodo precedente, ed in particolare nella Parigi surrealista degli anni '20 e '30 del novecento. Infatti Queneau, se non fu uno dei principali protagonisti di quella stagione, non rivestì neppure il ruolo di mera comparsa, e la sua amicizia con Breton prima e con Bataille poi segna profondamente i tratti d [...]


  • Un intenso elogio alla parola, che Calvino ha saputo ben riportare in lingua italiana. Una riflessione sulla storia, sulla mente, sul sogno e sulla psicanalisi freudiana, sul ruolo della chiesa, una profonda semiologia e un eterno ritorno. Le storie di Cidrolin e dell'immortale Duca d'Auge si intrecciano, per la chiusura di quel cerchio che è la storia e i fiori blu, i quali sono rivestiti da un simbolismo mallarmiano significativo ed eloquente nei riguardi del virtuoso e sperimentatore Queneau [...]



  • “I fiori blu” è un romanzo di Raymond Queneau tradotto nientemeno che dal grande Italo Calvino. Due storie parallele caratterizzano il romanzo. Da un lato abbiamo il duca d’Auge con i suoi cavalli Sten (da Demostene poiché il cavallo è molto eloquente, parla veramente!) e Stef (da Stephane Mallarmè, il grande poeta taciturno, perché questo cavallo parla poco) e i due ecclesiastici, l’abate Onesiforo Biroton e il diacono Riphinte. Il gruppetto attraversa tanti momenti storici diversi [...]


  • Uno di quei romanzi, come Il Giovane Holden e Arancia Meccanica, che andrebbero letti in lingua originale. Passi una sacco di tempo a chiederti quanto ci abbia messo di suo il traduttore e come abbia fatto a riportare certi giochi di parole, di per sé intraducibili. Ma tanto si sa che in ogni traduzione c'è una violenza al testo originale, ché le lingue non sono mica tutte uguali e le espressioni non tutte traducibili alla lettera, tanto che gli inuit, si dice abbiano più di 20 modi diversi [...]


  • Recensione pubblicata su Cronache di BetelgeuseLa prima impressione che si ha dopo aver letto questo libro è una lieve confusione unita a una sensazione di meraviglia. La prima è dovuta all’intreccio complicato e intricato, che rende difficile seguire le avventurare narrate. La seconda invece è suscitata dallo stile dell’autore, che sorprende per i cambi di scena fulminei e per la simpatia dei personaggi descritti.I due protagonisti sono separati da secoli di distanza, ma presentano alcun [...]


  • Il Duca d'Auge si sveglia una mattina e decide di partire per un viaggio, disgustato da ciò che vede dal suo castello. Nel suo viaggio il Duca attraversa diversi periodi storici ed incappa in numerose avventure. Queste avventure vengono intervallate da intermezzi dedicati a Cidrolin, che si dedica a bere essenza di finocchio, a fare la siesta nel suo barcone e a cancellare le scritte infamanti che continuano ad apparire sulla sua staccionata. Non si capisce se è il Duca a sognare Cidrolin, se [...]


  • רומן, אם ניתן לכנותו רומן, המבוסס על תפיסת ההיסטוריה כסיפור והסיפור כמחולל של היסטוריה, ועל היחסים שביניהם, של קנו.שני גיבורים חולמים איש את פעולותיו של האחר - דוכס בן המאה ב-12, שחייו נפרשים על פני כ-700 שנה, בדילוגים של 175 שנה, ובטלן, החי בשנות ששישים של המאה ה-20, על דוברה חסרת מנוע, [...]


  • Tanto di cappello alla traduzione di Calvino, che ha fatto veramente meraviglie. Pur ammirando la creatività di quest'opera non sono riuscita ad appassionarmi, quindi chiedo venia Mi ci sono accostata ben disposta e volenterosa, ma a parte venirmi una voglia smodata di essenza di finocchio, altro non è successo



  • Queneau è astruso quanto il suo cognome, si sa.O forse no, poiché il Club era completamente all’oscuro della quantità di cose contenute ne I fiori blu, breve scritto dall’aspetto innocuo che si è dimostrato essere più un saggio che un romanzo, ancora meglio una riflessione sul “sonno” e le sue conseguenze.Ignari e forse per questo più ricettivi in tema di aspettative, ci siamo avventurati nella lettura, accorgendoci dopo pochi capitoli di aver già perso la bussola nel continuo sca [...]


  • La repetición no es más que la flor más aromática de la retórica, nos dice uno de los personajes de Queneau, y por supuesto, esto es algo que el autor, miembro de la Sociedad Matemática de Francia, dominó muy bien, dando una vuelta de tuerca tras otra, para mostrarnos todas las facetas de un mismo diamante como resultdo de la transposición de normas aritméticas a la literatura.Las flores azules es una novela muy divertida, porque es muy original. Me hizo reír un montón y no dejaba de [...]


  • Oh, bellissimo! Probabilmente uno di quei libri da rileggere di tanto in tanto. Fin dalle prime pagine è geniale, e fino alle ultime non sono stata in grado di capire dove volesse andare a parare. Quest'ultima può essere sia una buona sia una cattiva cosa, ma di solito è buona, almeno se il finale non delude. Qui di sicuro non delude.Per dirla tutta, credo di non averlo letto nel momento migliore, nella disposizione d'animo più adatta per entrare in sintonia col romanzo, eppure mi ha lo stes [...]


  • "Sta' attento con le storie inventate. Rivelano cosa c'è sotto. Tal quale come i sogni"."Ho voluto solo informare dei più recenti tentativi d'interpretazione. Ma resta sempre in piedi il primo, quello psicanalitico che ha dalla sua il fatto d'esser stato proposto vivente l'autore e non smentito da lui. Il belluino e sempre euforico Auge sarebbe l'Es, Cidrolin un Ego sonnacchioso e pieno di complessi di colpa, Onesiphore Biroton la Censura, Labal il Super-Ego. Ed è solo l'Incoscio che ha preso [...]


  • Il Duca d'Auge risale il Tempo nei sogni di Cidrolin; Cidrolin mostra il futuro al Duca d'Auge facendosi sognare a sua volta da quest'ultimo. Le storie dei due personaggi corrono parallele ma saranno costrette ad incontrarsi, e l'incontro tra l'homo historicus (il Duca D'Auge) e l'uomo statico e sognatore (Cidrolin) farà venire tutti i nodi al pettine. Alcuni si scioglieranno, ma se ne creeranno di nuovi perchè le varie interpretazioni che di questo libro si sono date (antropologiche, sociolog [...]


  • Pri prvom čitanju ovog romana jasno je da će trebati još barem jedno da se do kraja pohvataju i povežu sve jezične fore i detalji kojima obiluje. Srećom, većina je ipak dovoljno lako uočljiva. Srednjovjekovni plemić s dva konja koji govore i izuzetno nezgodnom navikom da tuče svakog tko mu dođe pod ruku, luta Francuskom radeći stvari koje uglavnom imaju jako malo smisla i dok spava sanja ostarjelog Francuza neodređenog zanimanja koji živi na maloj barci stalno privezanoj negdje u P [...]


  • Una piccola delizia surreale, una favola che gioca con la lingua, le parole ancorchè significanti si trasformano in suoni evocativi, il fascino della traduzione da una lingua all’altra, nel caso specifico dal francese all’italiano, un esperimento letterario che Calvino, traduttore del romanzo, ha intrapreso con un’allegra e disinvolta libertà spesso necessaria per ricalcare il gioco di parole dell’originale.Tutto è paradosso, le vicende incoerenti si svolgono in una Francia del 1200 c [...]


  • An interesting book that alternates between two main characters who may or may not be the same person and who may or may not be dreaming each other.There isn't much in the way of plot, but you don't really read Queneau for plot. It's more for just the joy of the language. Now, supposedly this book is absolutely brilliant in the way Queneau uses the various aspects of the French language, intermingling high French and low French, but in the English translation, it doesn't seem like Barbara Wright [...]


  • Over the last several years, Raymond Queneau has been one of my favorite authors. After falling in love with the hilariously playful Zazie in the Metro, I began working my way through his catalog of books. His books are filled with laugh out loud wordplay, this one included, that are at the same time clever yet natural. However this book simply never grabbed me the way some of his others have. It's a very surrealist story about two characters in different times who are essentially the same chara [...]


  • 2/10Mi dispiace, ma proprio non l'ho capito. A parte il fatto che leggendolo in traduzione ne ho perso il meglio; a parte il fatto che i continui cambi di scena mi avrebbero spiazzata se non mi fossi già informata sulla struttura del romanzo; a parte il fatto che non mi ha proprio interessata nulla, né i personaggi né l'esile trama né lo stile pasticciato; non vedo il senso di costruire il romanzo tutto sui giochi di parole, sul nonsense, sulle apparenti futilità. Voglio dire, con un raccon [...]


  • Il 25 settembre 1264 il Duca d'Auge si trova sul torrione del suo castello a contemplare popoli e abitudini degli stessi; a Parigi, Cidrolin si trova sulla sua chiatta, ormeggiata, a pisolare e bere essenza di finocchio. A spasso nel tempo, nel sogno e nelle invenzioni linguistiche, il romanzo ci fa perdere il senso del tempo e dello spazio, ci confonde tra sonno e veglia, cavalieri del Medio Evo e campeggiatori di fine millennio.Queneau sviscera tutta la sua genialità di paroliere e inventore [...]


  • Stranissimo, bello! E credo che la traduzione di Italo Calvino gli renda onore.Il romanzo segue due filoni narrativi apparentemente inconciliabili. Da un lato siamo nel XIII secolo con il Duca d'Auge, fiero e aggressivo, che ogni due pagine tira una scarica di legnate a qualcuno. Ha un cavallo parlante chiamato Demostene perché parla anche con il morso tra i denti. Dall'altro lato siamo negli anni Sessanta, da un certo Cidrolin che trascorre una vita tranquilla su una chiatta, sulla quale ogni [...]


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